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Cos'è l'arbitraggio?

L'arbitraggio è guadagnare da differenze di prezzo dello stesso asset su mercati diversi: comprare dove costa meno, vendere dove costa di più, in simultanea.

Se un titolo quota 100 a New York e 100,30 a Londra, l'arbitraggista compra a New York e vende a Londra incassando 30 centesimi senza rischio direzionale. Su scala industriale, questi scarti durano millisecondi: è il territorio del trading ad alta frequenza.

L'arbitraggio è il motivo per cui i prezzi restano allineati tra borse, ETF e futures: eserciti di algoritmi chiudono ogni scarto appena si apre. Paradossalmente, cercando profitti rende i mercati più efficienti.

Esempio concreto

Il prezzo di un ETF e quello del suo paniere di titoli restano incollati grazie agli arbitraggisti autorizzati: appena l'ETF costa più del contenuto, vendono l'uno e comprano l'altro.

Come lo vedi in InsiderFlow

Su InsiderFlow questi concetti prendono vita sui dati reali: cosa comprano i grandi fondi e gli insider, spiegato in italiano ogni giorno.

Domande frequenti

Esistono ancora arbitraggi per i retail?

Quasi mai in senso puro: gli scarti visibili a occhio nudo sono già stati chiusi dagli algoritmi.

Cos'è l'arbitraggio statistico?

Strategie che sfruttano scostamenti storici tra titoli correlati: non privo di rischio, come scoprì il fondo LTCM nel 1998.

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